Cominciare da ciò che è prioritario

3ilm-prioritaOccorre quindi che tu conosca ciò che, per te, è prioritario [1].

Quali sono, dunque, queste priorità? 



E’ possibile che alcune persone comincino il loro discorso (letteralmente “la loro chiamata”) dalle questioni giurisprudenziali e ciò significa occuparsi di ciò che è raccomandato (superegatorio), mettendo da parte ciò che costituisce il fondamento della religione. Questo non è cominciare da ciò che è più importante per arrivare a ciò che  meno importante. Al contrario, è cominciare dalle cose raccomandate, mettendo da parte gli obblighi e gli atti obbligatori.

E’ richiesto al «chiamante» di essere esperto nella conoscenza dell’ordine di priorità.

Ciò che è fondamentale e ciò che lo è meno vale per tutte le persone, indistintamente?  La risposta è no.
Vale per tutti i gruppi, indistintamente? La risposta è no.
Perchè i gruppi, come le persone, sono differenti gli uni dagli altri. Proprio come le abitazioni sono differenti le une dalle altre.
Le priorità riguardanti una dimora non sono le stesse priorità di un’altra.
Cioè, lo stesso “chiamante” ha delle priorità nella sua casa che non sono le stesse che ci sono in un’altra casa. Così adotterà una “chiamata” diversa in funzione delle differenti priorità che incontrerà in base al contesto e alla situazione. Agirà in modo da prendere in considerazione la realtà delle cose e parlerà tenendo conto delle priorità di ciascuno, in modo da adattare le sue parole a seconda dei casi. Le priorità che incontra con la sua famiglia sono differenti dalle priorità che incontra con i suoi vicini e con altri ancora. Così come queste priorità sono ancora differenti con la gente in generale e così via.

Allo stesso modo, tra le cose che fanno parte della buona comprensione giurisprudenziale del chiamante, così come della sua buona morale, è che egli adatti le tappe necessarie alle precedenze fondamentali nella sua chiamata. Che sia intelligente, aperto e di larghe vedute, in modo che sappia cosa occorre prima di tutto alla tale precisa persona, alla tale famiglia, alla tale casa e così via [2].

Ecco come l’appello all’islam e il “chiamante” dovrebbero essere: il “chiamante” deve iniziare da ciò che è più importante per arrivare a ciò che è meno importante e questo comporta l’andare per gradi [3].

Fa quindi parte del buon comportamento del chiamante che egli agisca per tappe in ciò che è prioritario, cioè, come abbiamo detto, cominciando da ciò che è essenziale arrivando poi a ciò che non lo è.

Alcuni contemporanei hanno chiamato questo modo di agire “giurisprudenza della priorità” e questa dicitura è autentica e designa – lo ripetiamo – il fatto di occuparsi in primo luogo di ciò che è più importante rispetto a ciò che lo è meno. E questo costituisce un fondamento legislativo, come il profeta – salla Allah alaihi wa sallam – ha detto a Mu’adh:
“Stai per incontrare un popolo che appartiene alla Gente del Libro. Quindi comincia col presentare loro la testimonianza di fede: che non c’è altra divinità tranne Allah e che io sono l’inviato di Allah. Se accettano, allora insegna loro …”

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[1] n.d.t. In questa parte del suo libro Sheikh Sàlih àl ash-Shaikh ricorda che il sapiente dell’islam Muhammed Ibn ‘Abdel-Wahhàb ha raccomandato, in un capitolo del suo Testo sull’unicità, di organizzare il proprio discorso partendo “da ciò che è più importante fino ad arrivare a ciò che è meno importante”. Questo significa che, nella trasmissione della scienza, la conoscenza delle basi deve precedere il resto, sia da parte di chi insegna che da parte di chi apprende.
[2] Sheikh Sàlih àl ash-Shaikh, Madjmu’ Douroûss wa rassâ-îl fîd-Da’wat ila-Allâh , p.243-244
[3] ivi, p. 308

[Sheikh Sàlih àl ash-Shaikh]

 

Traduzione Umm Zuhur

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